Luigi Pirandello

 Luigi Pirandello

(I Parte)

di AtlantisMaat

nacque ad Agrigento il 28/06/1867 – morì a Roma il 10/12/1936

Nell’anno 1934

fu insignito

del premio Nobel per la letteratura.

Questa premessa è d’obbligo e d’introduzione alla vita di Luigi Pirandello, per riuscire a meglio comprendere il “momento storico” in cui egli si viene a collocare.

In una Sicilia ancora dolorante per i recenti accadimenti dovuti alle conseguenze causate dallo sbarco di Garibaldi che con le sue menzogne (è storicamente provato che egli promise ai siciliani che unendosi a lui sarebbe stata abolita la malvista “tassa Borbonica sul macinato” riuscendo così a convincere i “picciotti siciliani” a seguirlo contro l’esercito Borbonico che fu da loro sgominato e vinto, dando così l’imput che portò in seguito all’unità d’Italia) annetté il Regno delle due Sicilie al Regno d’Italia.

Italia prima e dopo la cura.

La prima immagine rappresenta l’Italia nel 1860, contrassegnato in giallo è il Regno delle due Sicilie in arancione è il Regno di Sardegna, in rosso lo stato Vaticano.

La seconda invece rappresenta l’Italia dopo la spedizione dei Mille nel 1861.

La terza è l’Italia del 1870 dopo Porta Pia e la caduta dello stato Vaticano.

La quarta mostra i nuovi confini dell’Italia del 1919 dopo la guerra del 15/18.

 

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In una Sicilia che a causa di una crisi di colera vedeva falcidiati i suoi abitanti, in questa martoriata terra di Sicilia un uomo, all’approssimarsi del parto della di lui moglie, decise di sfuggire al colera che stava già cominciando a mietere vittime nella località in cui egli si trovava (chiamata essa Borgata Molo, per via del piccolo porticciolo ove trovavano ricovero le barche a vela Latina adibite alla pesca, oggi Porto Empedocle, ma allora facente ancora parte del Comune di Girgenti oggi Agrigento), ritirandosi a vivere in una villa chiamata Kaos, lontana da tutto e tutti, sita in un suo possedimento isolato in località Cavusi, e posta su di una collinetta spazzata dal vento ed in prossimità del mare.

Quell’uomo si chiamava Stefano Pirandello ed era all’epoca dei fatti un agiato commerciante di Zolfo e proprietario di alcune solfare della zona.

Correva l’anno 1867 ed era esattamente il 28 del mese di Giugno quando suo figlio, a cui diede il nome di Luigi, venne finalmente al mondo.

La Sicilia dove aprì gli occhi alla vita il Luigi Pirandello è una Sicilia che sta cambiando in fretta; a breve, causa la scoperta di un nuovo procedimento per l’estrazione dello zolfo, verranno sovvertite in maniera definitiva tutte le antiche tecniche di estrazione che hanno segnato un’epoca ed un modo di vita.

E’ l’era degli uomini gialli quella che va a scomparire (chiamati così per via della polvere di zolfo che gli si appiccicava addosso col sudore e finiva col dar loro quella strana colorazione). Essi erano uomini che si erano tramandati di generazione in generazione (passando prima per un apprendistato che li vedeva correre seminudi in quegli afosi cunicoli a portare acqua in “bummuli o quartare” fatte di coccio e ricoperte con uno straccio umido onde farla rimanere fresca più a lungo, a quegli uomini forti e grondanti di sudore che loro guardavano con ammirazione, in cuor loro augurandosi di poter presto mollare la “coffa”(cesta) per l’ agognato piccone) il lavoro di addetti a cavare con i loro picconi (considerati da loro alla stessa stregua di oggetti sacri e dei quali avevano una gran cura, dipendendo dalla levigatezza del manico la salute delle loro mani) lo zolfo dalle pareti delle solfare, che scaglia dopo scaglia veniva estratto e, dopo aver riempito le “coffe”, portato in superficie, indi scaricato nei carri che, trainati da possenti cavalli normanni lo portavano a loro volta alle fornaci ove si provvedeva a squagliarlo ed a ricavarne dei grossi blocchi rettangolari con i quali esso era poi immesso e venduto sul mercato.

I famosi fiammiferi allo zolfo, gli “zolfanelli”, ne assorbivano da soli buona parte della produzione.

 

Luigi Pirandelloultima modifica: 2008-10-24T02:00:00+02:00da literary
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