” Il Buddhismo “

 Cenni d’introduzione al BUDDHISMO

(II parte)

di AtlantisMaat 

Il Buddha non scrisse mai opera alcuna di suo pugno, limitandosi ad insegnare “oralmente” ai suoi discepoli tutte quelle nozioni che Lui aveva apprese, nozioni che per lunga pezza anch’essi, a loro volta, continuarono a tramandare oralmente ai loro discepoli.

Col passare del tempo, come sovente accade in questi casi, ai suoi primigeni insegnamenti andarono a sommarsi aggiunte od interpretazioni del suo pensiero, apportate da suoi adepti, che nulla avevano più a che vedere col Suo pensiero originario, da qui ha inizio la formazione di differenti scuole di pensiero; la stessa cosa del resto accadde in seguito anche al Cristianesimo, sorto oltre 500 anni dopo il Buddhismo e via via scissosi in varie interpretazioni teologiche che dettero vita al Protestantesimo, ai Luterani, ai Calvinisti, ai Valdesi, agli Evangelisti, ai Mormoni, ai Quaccheri, alla Chiesa dei santi dell’ultimo giorno, ai Testimoni di Geova ecc.. ecc..) ognuno con una sua interpretazione delle sacre scritture che lo portava a non accettare particolari dogmi tipo quello sulla supposta verginità di Maria o a non condividere la Trinità in quanto per loro Dio era e rimaneva Uno e non Trino.

Il Buddhismo andava a sconvolgere le menti in un’India nella quale il Bramanesimo aveva radicato e sviluppato nei secoli l’idea dell’esistenza di ciò che è percettibile e di ciò che è invece solo apparente, avendo portato ad accettare la “sofferenza” come elemento inevitabile e non considerando affatto le possibilità del singolo individuo. In esso tutto era collettivo e la collettività era rappresentata dal sistema delle caste che andavano a formare una scala gerarchica immobile nel tempo e senza sbocco alcuno.

Il Buddha ruppe questi canoni che erano fermi da tempo immemore, andando per primo ad esaltare i diritti dell’Io, specificando che la causa della sofferenza era data dal “desiderio” e che la cura consisteva nella sua soppressione.

Attraverso il Buddismo l’India scopre infine l’uomo e la sua individualità.

Il Buddhismo attecchisce, si espande, e dopo altalenanti vicende arriva ad essere considerato ai giorni nostri come la quarta religione del mondo per numero di adepti ed è ancora in continua ascesa.

Il Buddhismo non parla di deità, è ateistico, e parla all’uomo direttamente, indicandogli una Via.

Attraverso la Meditazione Siddhartha era arrivato a comprendere le Quattro nobili Verità che sono:

Il dolore

L’origine del dolore

La soppressione del dolore

La via che porta alla soppressione del dolore

Egli comprende inoltre che la sofferenza va eliminata fortificandosi sì da divenire impassibili di fronte al desiderio … ciò si ottiene seguendo la Via degli Otto Sentieri (conosciuta anche come Ottuplice Sentiero)…. Essi sono:

  • Retta Comprensione
  • Retta Decisione
  • Retta Parola
  • Retto Comportamento
  • Retta Via
  • Retto Sforzo
  • Retto Ricordo
  • Retta Concentrazione

Una Via non troppo difficile da seguire, che non porta alla santità ma alla liberazione di se e che permette, attraverso una condotta esemplare di vita, evitando tanto gli eccessi e gli assolutismi quanto il lassismo e l’individualismo di raggiungere il Nirvana, che non è un Paradiso, ma una condizione, uno stato; alcuni lo definiscono come “lo stato del Non essere” onde far si che al singolo individuo sia permesso di sfuggire al suo ciclo di rinascite e successive morti o quanto meno a limitarlo.

Secondo i suoi insegnamenti, l’uomo può essere messo in grado di bloccare il flusso della sua energia individuale, il che sarebbe come dire che … dovrebbe riuscire ad esaurire l’energia delle sue batterie, di modo che essa (l’energia) non possa andare a ricaricare, fluendo dal suo corpo, un’altra batteria sita in un altro corpo che è pronto ad assorbirla alla morte dell’uno.

E’ ancora accesa nel mondo occidentale la diatriba inerente al fatto se il Buddismo sia una religione od una Filosofia di vita.

Esso agli inizi era nato “solo” come una Filosofia di vita terrena, ma non appena cominciò a diffondersi e soprattutto dopo la morte del Buddha si trasformò gradualmente in una religione.

Posso molto onestamente dire che oggi Esso è entrambe le cose, dando a tutti coloro che vi aderiscono la possibilità di abbracciare sia la vita monastica, sia quella della semplice “condotta esemplare di vita”.

A chi vuole abbracciare la vita monastica è data la possibilità di accettare tutti e tre i paragrafi della sua formula d’iniziazione, se reputa che ciò sia meglio per lui. Chi vuole invece seguire correttamente solo i suoi insegnamenti e la sua “filosofia di vita”, ne accetta solo due, nn essendo affatto costretto ad entrare per forza a far parte della vita monastica .

La formula d’iniziazione è la seguente:

IO TROVO RIFUGIO NEL BUDDHA.

IO TROVO RIFUGIO NEL DHARMA (la legge)

IO TROVO RIFUGIO NEL SANGHA (la comunità monastica)

Mi piace qui ricordare un “qualcosa” che a suo tempo mi sorprese molto positivamente, e quando dico a suo tempo parlo di oltre una quarantina di anni fa, quando cioè io, un occidentale, iniziai faticosamente a percorrere, sorretto nel cammino dal mio Maestro, quella Via che Lui aveva così faticosamente tracciata tanto tempo fa.

Quel qualcosa mi fece capire davvero cosa significa l’essere un “Risvegliato o Illuminato che dir si voglia”.

Ciò che mi colpi allora fu la profondità di pensiero raggiunta da Siddhartha allorché, col raggiungimento della sua Buddità, Egli divenne un “Illuminato”.

La buddità raggiunta dal suo pensiero è ben esplicitata nell’Abhidharma, (originariamente scritto in lingua Pali), in cui vennero raccolte tutte le sue parole ed i suoi insegnamenti a futura memoria.

Vi si trovano delle cose veramente sorprendenti per quei tempi (se pensiamo che esse furono da Lui dette attorno al IV secolo a.C.) poiché Egli, già 2.500 anni fa, parlando del Cosmo diceva:

il Cosmo è energia o manifestazione di energia in continuo movimento, dove le cariche negative e positive danno origine a successivi fenomeni laddove la fine di uno coincide con l’inizio di un altro.

Il Cosmo è formato da una infinità di Universi in miniatura che vanno dall’atomo al sistema solare.

Esso è soggetto alla legge della contrazione che origina la massa ed alla legge della ripetitività, attraverso la quale l’Universo è in continua espansione.

L’elemento principale della sua formazione è l’energia, nella forma di radiazioni elettromagnetiche, ed è completamente intercambiabile con la massa.

I pianeti, alcuni anche più grandi della Terra e abitati da genti di un più alto grado evolutivo, le stelle, i satelliti, tutti sono formati vivono e muoiono uno dopo l’altro e le loro esistenze durano milioni di anni. L’atomo contiene cariche positive e negative bilanciate.

Se per qualche processo, l’atomo viene diviso, ogni parte rilascia energia, in base all’immediata ripetizione della fissione nucleare in una reazione a catena (che il Buddha sorprendentemente chiamò “devavajra” ovvero “Lampo Luminoso”).

Se solo vi soffermaste un attimo a pensare al fatto che simili cose venivano dette oltre 2.500 anni fa, c’è da rimanerne esterrefatti ….

 

” Il Buddhismo “ultima modifica: 2008-11-28T01:00:00+01:00da literary
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