” Il Buddhismo “

Cenni d’introduzione al BUDDHISMO

(III parte)

di comucurrucamoto

 

….. Oggi noi sappiamo a cosa Lui si riferiva, e ciò grazie agli studi condotti da E. Majorana, proseguiti poi dalla equipe di Enrico Fermi (i famosi “ragazzi” di Via Panisperna), che portarono prima alla scoperta della “fissione nucleare”e poi alla creazione della Bomba Atomica.

Più avanti lui continua dicendo:

All’interno dell’unità della materia, all’interno dell’atomo, ci sono le unità dello spirito – o energia – che si muovono a velocità costante. Queste tengono insieme gli atomi, formano le cellule e danno loro vita; dall’unione delle cellule si forma anche l’Uomo. L’energia tiene uniti gli atomi, forma le cellule e le fa vivere; l’energia domina la materia, ma senza di essa non esiste. La velocità rotatoria delle unità d’energia delle unità dell’atomo è costante in tutto l’Universo, mentre il tempo varia da zona a zona.

Ora ditemi se non è sorprendente tutto ciò, in quanto noi “solo oggi” abbiamo scoperto la veridicità di ciò che lui ci diceva già 2.500 anni fa, in quanto “la teoria delle differenze intergalattiche del tempo” è una delle conquiste più recenti della nostra fisica occidentale.

Testi Canonici

I suoi testi sacri sono oggi rappresentati dal Canone Pali del Buddhismo Theravada.

Esso venne redatto subito dopo la morte del Buddha da 500 monaci che, visto il moltiplicarsi delle varie interpretazioni che venivano da più parti date agli insegnamenti buddhisti, si riunirono a Rajaghra per ben codificare tutte le cose che il loro Maestro aveva detto, onde definire una volta per tutte la Regola.

Kasyapa, che fu il promotore di questo primo incontro, scrisse circa gli insegnamenti del Maestro.

Ananda, il suo prediletto, scrisse i sermoni.

Upali scrisse invece le regole monastiche.

Il Canone Pali rappresenta oggi la più antica raccolta dei testi sacri del Buddhismo Theravada.

Compilato in lingua Pali tra il primo ed il secondo concilio; esso consta di tre parti, le “tre ceste” o Tripitaka, in quanto i Libri erano divisi in tre rotoli scritti su foglie di palma e contenuti in tre ceste. Essi erano:

Vinaya, ovvero le regole monastiche della comunità.

I Sutra, ovvero i discorsi del Buddha.

L’Abhidharma, contenente la sezione delle dottrine con gli insegnamenti del Buddha che è con ogni probabilità la più tarda.

Le opere vennero scritte poi in quattro lingue: il Sanscrito, il Pali, il Prakrito ed il Sanscrito ibrido, in quanto i monaci predicavano nelle lingue delle genti di allora ed è pertanto difficile oggi ricercare la lingua originale in cui le suddette scritture furono primigeniamente redatte

Un fatto storico rilevante che mi corre obbligo ricordare fu la conversione di Asoka Maurya (274-236 a C.).

Egli è oggi considerato come il “Costantino del Buddismo” in quanto dette libertà di culto ai Buddisti così come l’Imperatore Costantino la dette in seguito ai Cristiani.

Si racconta che Asoka, che aveva riunito tutta l’India sotto un grande impero dopo una serie di dure e sanguinose battaglie, una sera, mentre guardava dalla collina Dhauli i suoi nemici immersi in un mare di sangue, fu colto da un grande rimorso per tutte quelle vite spezzate e decise quindi di abbracciare la religione della “Non Violenza”. Fu così che impose “la legge del Buddha” su tutto l’impero ed iniziò un governo caratterizzato dalla pace e dalla benevolenza. Mercé sua il Buddismo si diffuse così in tutta l’india e missionari furono inviati in Asia Minore, in Grecia e si dice anche in Inghilterra.

Il di lui figlio Mahinda portò poi, nel 253 a. C., la fede a Ceylon che rimane ancor oggi la sede del Buddismo più antico.

In Tibet, detto anche il “tetto del mondo” per via della sua altitudine media che si aggira intorno ai 4.900 metri, conosciuto oggi anche per il fatto che li trovasi la montagna più alta del pianeta, l’Everest, la cui capitale Lhasa è posta a ben 3.595 m. slm., il Buddismo arrivò nel 620 d.C., durante il regno di Sron btsan sgam po e pare che il primo tempio Buddista vi sia stato eretto intorno all’anno 749 d. C. .

Fino a pochi anni orsono esso era considerato la roccaforte del Buddismo più conservatore.

I recenti fatti politici, scaturiti a seguito dell’invasione del Tibet (1950) da parte della Cina comunista di Mao Zedong, hanno però creato non poco scompiglio in questo immenso paese dove, essendo la maggior parte dei monasteri stata distrutta, oramai vive soltanto uno sparuto gruppo di monaci con la popolazione che è composta da circa 6.000.000 milioni di abitanti, e dove il XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso nel 1959, allora soltanto 24enne, e la maggior parte dei monaci (circa 100.000) furono costretti ad abbandonare il loro paese per andare a vivere in esilio in India mentre i loro antichi monasteri venivano dati alle fiamme.

Sembra strano il vedere come, per uno strano gioco del destino, il Buddhismo ritorni a vivere nuovamente laddove Esso era nato, ovvero in India.

continua…. 

 

” Il Buddhismo “ultima modifica: 2008-12-25T01:00:00+01:00da literary
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento