*Luigi Pirandello*

Luigi Pirandello

(Ultima Parte)

di comucurrucamoto

……segue

 

Notiziola storica

 

Nel 1924 venne pubblicato un suo telegramma indirizzato a Mussolini nel quale lui gli chiedeva di entrare a far parte del Fascismo.

E’ ben chiaro che questo fu solo un espediente dovuto al fatto che allora venivano dati dei contributi per il Teatro, solo a coloro che risultavano iscritti al Fascio, e proprio in quel momento lui stava mettendo su la sua Compagnia teatrale.

In seguito infatti, siamo nell’anno 1927, egli, dopo essersi dichiarato a gran voce un “Apolitico”, strappò la sua tessera del partito in faccia all’allora Segretario Nazionale e questo fatto è storicamente documentato in quanto esso è ricordato da Corrado Alvaro e narrato altresì in un suo saggio di G. Giudice.


Il Pensiero di Pirandello

 

Per riuscire a capire quale fosse e come funzionasse il pensiero di Pirandello, credo che niente sia meglio di questa lettera che egli inviò, poco più che ventenne, alla sua famiglia, ed esattamente il 4 dicembre del 1887, dalla quale si evince come egli, sin d’allora, cioè prima ancora di diventare uno scrittore di chiara fama, ragionasse già come un precursore degli odierni “Gostbusters”, poiché era riuscito ad inventare un meccanismo tale che gli permetteva di riuscire a catturare, dalla miriade di personaggi che vorticosamente roteavano dentro la sua mente, il personaggio chiave, quello che a lui sarebbe servito mettere dentro alle sue storie, andando ad imbastire poi intorno a lui, con successive “catture” di altri personaggi, tutta una trama di senso compiuto che andava a rispecchiare un quotidiano spaccato di vita.

Come chiunque abbia avuto la fortuna di leggere i suoi libri si sarà reso conto, egli nelle sue storie non fece mai accenno all’alta borghesia, imperniando sempre le sue trame su personaggi, a volte complessi, ma che rappresentano sempre la figura del: “vicino della porta accanto”.

Questa è la lettera a cui facevo cenno e nella quale ho evidenziato le parole dalle quali son sicuro riuscirete a capire chiaramente cosa intendo dire:

« Oh, il teatro drammatico! Io lo conquisterò. Io non posso penetrarvi senza provare una viva emozione, senza provare una sensazione strana, un eccitamento del sangue per tutte le vene. Quell’aria pesante chi vi si respira, m’ubriaca: e sempre a metà della rappresentazione io mi sento preso dalla febbre, e brucio. È la vecchia passione chi mi vi trascina, e non vi entro mai solo, ma sempre accompagnato dai fantasmi della mia mente, persone che si agitano in un centro d’azione, non ancora fermato, uomini e donne da dramma e da commedia, viventi nel mio cervello, e che vorrebbero d’un subito saltare sul palcoscenico. Spesso mi accade di non vedere e di non ascoltare quello che veramente si rappresenta, ma di vedere e ascoltare le scene che sono nella mia mente: è una strana allucinazione che svanisce ad ogni scoppio di applausi, e che potrebbe farmi ammattire dietro uno scoppio di fischi! »

Successivamente egli affinerà il suo ingegno tramite la conoscenza, e da profondo osservatore dell’animo altrui qual’é diventato, trae, anche mercé gli studi fatti in occasione della malattia della di lui moglie, tutte quelle nozioni che gli serviranno per imbastire opere come Uno, Nessuno, Centomila, nella quale riesce a far risaltare in maniera evidente come l’uomo diventi nel corso della sua vita il “portatore di una maschera”, in quanto obbligato a seguire sia un ruolo nella vita che le regole che essa gli impone. Diveniamo pertanto Uno, in quanto convinti della nostra unicità per via delle nostre particolari caratteristiche; 100.000, per via del fatto che noi andiamo assumendo dietro alla nostra maschera tutte le personalità di quanti ci giudicano, in quanto ognuno ci vede a modo suo; Nessuno, perché dal momento che veniamo continuamente costretti a cambiare centomila personalità, finiamo col non averne più “nessuna” che sia veramente “nostra” e siamo quindi impossibilitati a renderci statici ed a fermarci dietro al “nostro” unico e vero Io.

Il suo pensiero è talmente profondo che si può ben dire a gran voce che egli sia stato l’unico capace di “scavare”con la sua penna dentro la psiche umana, come se essa, nelle sue abili mani, fosse divenuta un bisturi, capace di incidere e poi portare alla luce tutti i lati drammatici, comici o molto più semplicemente umoristici in essa contenuti, regalandoci così tutta una messe di personaggi che hanno, per la prima volta in se, la capacità di vivere due volte sulla scena;

la prima … in quanto essi personaggi fittizi di una storia; la seconda … in quanto che essi, a mano a mano che la storia si dipana, divengono personaggi sempre più dotati di una loro veridicità avendo la storia corrispondenza nella nostra vita quotidiana, e pertanto essi finiscono col divenire per noi reali, poiché divenendo difficile operare una dicotomia tra noi e loro, finiamo con l’identificarci in essi.

Uomo d’ingegno artistico notevole, non si smentì nemmeno al momento della sua dipartita da questo mondo, poiché egli volle che, nel momento supremo, il suo corpo fosse rinchiuso “nudo” in una povera cassa e che essa fosse condotta alla cremazione solo dal cocchiere del carro e dal cavallo, senza alcun seguito d’amici o di parenti, cosa che fu fatta e le sue ceneri vennero poi disperse nella sua tenuta Kaos da lui tanto amata.

Ciò lui fece onde sfuggire non solo alle esequie di stato volute dal governo Mussolini, ma anche a tumulazioni solenni ed erezioni di mausolei a suo nome.

L’unico rimpianto che rimane a quanti l’amarono è che la morte lo ghermì prima che avesse potuto portare a termine l’opera alla quale stava lavorando da tempo e che pertanto rimase incompiuta ….

Essa era: “I giganti della montagna”.

 

Ci sarebbe ancora tanto da dire su di lui e sulle sue opere, ma non basterebbe di certo l’intero giornale, quindi mi fermo per non tediarvi oltre, sperando di essere riuscito nel mio piccolo a delineare almeno un abbozzo della figura di un grande della nostra letteratura che molti giovani d’oggi sconoscono e farebbero invece molto bene a riscoprire.

 

Namastè

*Luigi Pirandello*ultima modifica: 2009-02-20T03:00:00+01:00da literary
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