George Sand

George Sand

di AtlantisLonely

Ebbe la fortuna di crescere libera senza imposizioni da parte di nessuno. Cosa strana, però, fin da piccola rivelò la sua preferenza per gli abiti maschili e per le lunghe galoppate nei silenzi della brughiera. Ma ciò non tragga in inganno: in realtà fu una inguaribile e insaziabile conquistatrice di uomini. Ivan Turgenev di lei ebbe modo di dire: ”Che uomo coraggioso era e che brava donna!”. Anche lei più tardi in una sua lettera avrebbe scritto:”La libertà di pensare e di agire è il bene più grande”.

Amandine Aurore Lucille Dupin nacque a Parigi il 1° luglio 1804. La sua mamma, una ragazza di umili origini, Antoinette Sophie Victoire, aveva da quattro anni una relazione con Maurice, un ufficiale dell’armata napoleonica: per lui, a quei tempi, sarebbe stata una moglie non “adeguata”. Nonostante ciò, un mese prima che Amandine nascesse, il padre aveva regolarizzato la relazione. La ragazza fu allevata assieme a un figlio naturale di Maurice, Hippolite, che aveva cinque anni più di lei. Quando il padre venne a morte, l’educazione della ragazza venne affidata alla nonna, che la mise nel convento delle agostiniane. Correva l’anno 1818. Dapprima la ragazza fu affascinata dalle suore, tanto da pensare di prendere i voti pure lei, ma cambiò presto idea, al punto che nel settembre del 1822 sposò il figlio naturale di un barone, Franois-Casimir Dudevant. Da subito si comprese che il matrimonio non avrebbe avuto un futuro, tuttavia nel 1823 nacque un bambino, Maurice Dudevant, che m seguito avrebbe cambiato il cognome in Sand.

Due anni dopo la giovane incontrò un uomo affascinante, colto e raffinato, Jean-Pierre-Aurélien de Sèze, e se ne innamorò. La ragazza visse questo amore fino a quando,nel 1827, divenne amante di Stéphane Ajasson de Grandsagne, che già frequentava da parecchio tempo. Nel 1831 cadde fra le braccia di Jules Sandeau, che non conosceva da molto. In questo periodo trovò un protettore nel direttore del Figaro, Berrichon Latouche, e fu grazie a questo incontro che cominciò a scrivere novelle e romanzi insieme a Sandeau: li firmava Signol, J. Sand, J .S.; nel novembre del 1832 pubblicò il romanzo Valentine con lo pseudonimo di George Sand. anche se in precedenza aveva già firmato Indiana come G. Sand. E da allora che prese a parlare di sé al maschile e ad apparire in pubblico con abiti maschili. La nostra infaticabile playgirl, dopo avere tentato inutilmente di sedurre Prosper Merimée, iniziò una relazione con Alfred de Musset, cosa che non le impedì di diventare l’amante dell’avvocato Michel de Bourges, su consiglio del quale cominciò a dedicarsi anche alla politica, e subito dopo di Charles Didier. Per parecchio tempo proseguì la relazione con entrambi finché li lasciò tutti e due e si unì all’attore Pierre Tousez, detto Bocage, e dopo poco col precettore del figlio, Félicien Mallefihle. Ma eccoci al giugno del 1838, quando ebbe inizio la sua più celebre storia d’amore, quella che tutti conoscono e che è stata raccontata in tantissimi film, romanzi, racconti e chi più ne ha più ne metta: quella con il grande musicista Fryderyk Chopin. Il loro legame si interruppe nove anni dopo, a causa del matrimonio della figlia di lei. Solange, che forse lui amava in segreto e che non voleva fosse data a un uomo che giudicava violento e brutale. come era ritenuto il futuro marito, lo scultore Clesinger. Chopin sarebbe morto nel 1849, ma lei non avrebbe certo cambiato vita: nel 1850, mentre il suo impegno politico andava intensificandosi, senza che la sua attività artistica ne risentisse, ebbe una storia con l’incisore Alexandre Manceau che era un amico di suo figlio. Forse questo sarebbe stato il più discreto e riservato, oltre che il più lungo. dei suoi amori. Ma ciò non le impedì di avere una lunga avventura con Alexandre Dumas il giovane, l’autore de La signora dalle Camelie, nel 1861.

Quando aveva solamente 48 anni, Manceau calò nella tomba. nel 1865, lei invece gli sopravvisse undici anni e mori a 72 anni nel 1876, per una occlusione intestinale.

A parte la sua proteiforme attività sentimentale, possiamo dire che è stata prima di tutto una prolifica scrittrice,giornalista, drammaturga e anche una determinata attivista politica. George Sand senza dubbio ebbe molti amanti ma non le mancarono certo anche gli amici. O veniva amata senza limiti o suscitava spietate critiche. Quando mori. lo scrittore Victor Hugo disse: “Piango una donna che è morta ma ne saluto una immortale!”. E Gustave Flaubert “Bisognava conoscerla come l’ho conosciuta io, per sapere tutto ciò che c’era di femminile nel cuore di questo grande uomo”. Charles Baudelaire era sempre stato un suo nemico spietato e disse: “Nonèmai stataun’artista. Ha quel famoso stile scorrevole tanto caro ai borghesi. E sciocca, pesante, logorroica. Nelle sue idee morali ha la stessa profondità di giudizio e la medesima delicatezza nel sentire delle portinaie e della mantenute”. Sappiamo tutti quanto fosse misogino Friedrich Nietzsche e quindi ci pare del tutto normale che dicesse: “Sand? Une vache àécrire” (la Sand? Una vacca da scrittura). Qualcosa di simile disse il giornalista Jules Renard: “La vache bretonne de la littérature” (la vacca bretone della letteratura).

George Sandultima modifica: 2009-12-06T16:08:22+01:00da literary
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