La Quinta Crociata

La quinta crociata

di AtlantisLonely

L’interesse di Innocenzo III per la liberazione del Santo Sepolcro,visto l’insuccesso della quarta crociata, non era diminuito,ma egli aveva dovuto occuparsi dell’eresia degli albigesi e del conflitto tra Ottone di Brunswick e Federico Il. Innocenzo III diede alla sua crociata la massima risonanza: stabilì relazioni con il regno di Georgia (che in quel momento stava espandendosi in Armenia, a danno dei dominatori musulmani), cercò senza successo un riavvicinamento con i bizantini di Nicea inviando un suo legato,il cardinale Pelagio. E tuttavia, pur prevedendo di riprendere la crociata con un’ampiezza eccezionale, tentò di stabilire con mezzi pacifici una pace durevole tra gli ayyubidi e i franchi: inviò, per tramite del patriarca di Gerusalemme, una lettera al sultano al-Adil nella quale proponeva una retrocessione pacifica dell’antico regno di Gerusalemme ai latini, con restituzione dei prigionieri e libera permanenza nei territori di ambedue le etnie. L’invito del papa non ebbe alcun seguito e la preparazione della crociata andò avanti. Innocenzo III aveva deciso di inserire il progetto di riconquista della Terrasanta tra le questioni da trattare nel IV concilio Laterano ,convocato per il novembre del 1215; il l5lugliodel 1215,ad Aquisgrana, il giovane Federico 11, nel ricevere la corona di re di Germania, prendeva la risoluzione di partire crociato. La partenza fu decisa per il primo giugno 1217, ma un anno prima Innocenzo III morì. Onorio III, riprendendo la politica del predecessore, sollecitò Federico Il e ottenne l’adesione del re d’Ungheria e dei principi tedeschi, fiamminghi, scandinavi.1 vari contingenti cominciarono a concentrarsi in San Giovanni d’Acri nel settembre 1217, ma mancavano di un capo e di un vero programma. La campagna ebbe inizio il 3 novembre 1217 con un’offensiva in direzione del Giordano, prontamente abbandonato dalle truppe del sultano che si ritirarono a Damasco. I crociati attraversarono il Giordano e si diressero verso il Tabor, ma dopo due assalti senza successo si ritirarono. All’ inizio del 1218 le difficoltà e la stanchezza indussero molti crociati a partire tanto che il re d’Ungheria decise di ritornare in patria. I contingenti di crociati tedeschi e frisoni giunsero ad Acri nell’aprile del 1218 e si annunciava l’arrivo di crociati da Roma e regioni limitrofe, mentre si attendeva con impazienza l’arrivo dell’imperatore Federico II, al quale soltanto l’ingiunzione del papa alla fine dell’anno 1218 fece annunciare l’intenzione di convocare una dieta dei principi tedeschi per il marzo del 1219. Questo scaglionamento delle partenze avrebbe conferito alla quinta crociata una particolare fisionomia: assumeva l’andamento di una lunga guerra. nel corso della quale nuovi contingenti venivano a rilevare quelli che ritenevano concluso il loro servizio oltremare. Leopoldo d’Austria, che aveva assunto il ruolo di capo della crociata dopo la partenza del re d’Ungheria, ed il re di Gerusalemme Giovanni di Brienne ritennero più opportuno spostare le operazioni in Egitto, nell’intento di costringere il sultano ad abbandonare la presa in Palestina, e nel maggio del 1218 sbarcarono nel delta del Nilo, davanti alla fortezza di Damietta. Solo dopo circa un anno (1219) la piazzaforte fu presa. Trattenutisi i crociati, nel maggio 1221 giunsero cavalieri di rinforzo e cominciò la spedizione verso il Cairo. 1124 luglio 1221 i crociati giunsero ad Al Mansurah, importante nodo di transito verso la capitale; il sultano, intimorito , richiese trattative di pace, proponendo la restituzione del regno di Gerusalemme, un indennizzo e una tregua trentennale. Tuttavia, il legato pontificio cardinale Pelagio , appoggiato dai capi dei contingenti italiani e dai gran maestri degli ordini militari, respinse le proposte. Si ingaggiò quindi una battaglia frontale fra i due eserciti di crociati ebbero la peggio: il 30giugno dell 221 dovettero abbandonare Damietta.

L’assenza di Federico Il aveva in- fluito pesantemente sull’andamento bellico; Onorio III lo aveva severamente rimproverato per aver lasciato passare più di cinque anni dalla sua promessa, di modo che Federico si impegnò a partire il 24giugno 1225, ma in vista del suo matrimonio ottenne un nuovo rinvio per il 15 agosto del 1227. I preparativi furono imponenti. ma partito da Brindisi con la flotta, riprese terra a Otranto perché ammalato. Il nuovo papa Gregorio IX. poiché inadempiente al giuramento. lo scomunicò; soltanto il 28 giugno del 1228 Federico ripartì per la Terrasanta; quindi. fermatosi a Cipro, sottopose l’isola alla sua sovranità e nel settembre giunse a San Giovanni d’ Acri. Pare, in effetti,che quando era ancora a Palermo, avesse preso accordi con il sultano d’Egitto per avere Gerusalemme in cambio di un’alleanza contro il sultano di Damasco. Le trattative con il sultano d’Egitto al-Khamil si conclusero l’il febbraio del 229, con un accordo che contemplava una tregua di dieci anni, restituiva Gerusalemme, Betlemme, Nazareth e le vie d’accesso al mare ai cristiani e lasciava ai musulmani il possesso della moschea di al-Aq- sa e il duomo della Roccia (anche se i pellegrini cristiani avrebbero potuto visitare il tempio, purché si fossero comportati con discrezione). Ad accordo siglato, l’imperatore entrò a Gerusalemme e prese la corona regale nella chiesa del Santo Sepolcro il 17-18 marzo 1229.

La Quinta Crociataultima modifica: 2009-12-06T15:14:24+01:00da literary
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