Avatar

 

Avatar

Una nuova realta’ Virtuale?

Di AtlantisDeckard

 

E pensare che i Beatles nei primi anni settanta avevano avuto un ‘idea geniale….creare quattro avatar per le loro esibizioni multimediali, nonché per realizzare il lungometraggio “Yellow Submarine”……..avanti di 40 anni………poi i social network e le chat hanno fatto il resto.

Con l’idea di Matrix e la connessione internet si pensava di aver raggiunto il limite della fantasia,,,,il mondo virtuale sovrapposto a quello reale….con Avatar abbiamo superato ogni limite….interagire con un alter-ego nel mondo reale.
Al centro delle vicende del film, c’è Jake (Sam Worthington), un ex Marine costretto a vivere sulla sedia a rotelle che riesce a farsi reclutare nell’avamposto umano su Pandora, dove una multinazionale è combattuta se affidare la ricerca di un raro minerale – fondamentale per risolvere la crisi energetica sulla Terra – alla troupe scientifica capeggiata dalla dottoressa Grace (Sigourney Weaver) o alla soluzione militare in mano al colonnello Quaritch (Stephen Lang). A causa dell’atmosfera tossica di Pandora l’equipe scientifica ha dato la luce al Programma Avatar, in cui gli umani possono neurologicamente connettersi ad un raffinatissimo corpo organico, controllato a distanza. Schiacciato tra le due soluzioni Jake è affascinato dalla possibilità di rinascere nel corpo del suo avatar ma è costretto ad infiltrarsi tra i nativi di Pandora, per permettere l’estrazione del minerale, pena la colonizzazione del pianeta. Ma una volta addestrato alla sopravvivenza su Pandora dalla nativa Neytiri, finirà per innamorarsi di lei e del suo magico mondo naturale, dove i filamenti del corpo sono fatti apposta per connettersi con tutte le creature viventi del pianeta.

Avatar, un po’ come la saga di HYPERLINK “file:///ricerca/U3RhciBXYXJz/1/” Star Wars, crea di fatto un mondo, permettendo a James Cameron e al suo sconfinato staff tecnico di immaginare una Pandora incredibilmente complessa, tanto che il quadro sembra non riuscire a contenere il flusso di immagini, come capita di avvertire nel primo incubo notturno di Sully, salvato da Neytiri da un’aggressione animale o nello scintillare della vegetazione che restituisce una sensazione tattile di grande suggestività. Un mondo altro, vitalizzato da un uso straordinario del 3D, passato definitivamente da tecnica impressionistica a linguaggio di rappresentazione, capace di profondità di campo incredibili e di partecipazione. Avatar cerca il nuovo mondo malickiano ma trova Il pianeta delle scimmie. Avatar costruisce una fiaba sul non visibile ma ne affida le sorti a personaggi troppo schematici, dal responsabile commerciale della spedizione, al militare in preda a deliri guerrafondai. In questo contesto l’arrivo del conflitto militare priva un po’ il film della sua magia a favore dei muscoli e fa capolinea una certa retorica hollywoodiana in cui la metafora della colonizzazione cieca e violenta è mitigata dalla capacità di un uomo giusto di comprendere, cambiare e guidare una rivolta contro i suoi stessi soppressori, che siano indiani, giapponesi o indigeni Na’vi. È lì, in quel finale fragoroso, che la ricchezza del film di Cameron si perde un po’ e la spettacolarità, nel senso più nobile del termine, soppianta la meravigliosa idea del mondo a piu’ strati interconnessi .

AtlantisDeckard

 

Avatarultima modifica: 2010-02-05T11:29:00+01:00da literary
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