La Settimana “Santa” . Nota Evangelicale

Il racconto del post precedente, trascritto da Morena (aka Stella del Lago) non è originale, ma recuperato da Internet, ed apparirebbe essere la traxcrizione di una Omelia per la Messa della Domenica delle Palme..

Lo scopo della sua pubbliucazione è quello di dare una risposta filosofica, anche se basata sulle Scritture, a chi si domanda cosa voglia rappresentare la “settimana Santa”.

In tale narrazione si fa cenno a un passo molto importante della Scrittura. L’Apostolo Paolo, scrivendo ai Filippesi, sottolinea un aspetto che nessun Cristiano dovrebbe mai dimenticare.

Leggiamo insieme la lettera di Paolo Apostolo ai Filippesi, nel capitolo 2, dal verso 5 al verso 11:

Abbiate in voi lo stesso sentimento che già è stato in Cristo Gesù, 6 il quale, essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l’essere uguale a Dio, 7 ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; 8 e, trovato nell’esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce. 9 Perciò anche Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, 10 affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature (o cose) celesti, terrestri e sotterranee, 11 e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.

Ecco, questo è il Cristo che entrò in maniera trionfale in Gerusalemme, ben consapevole che chi Lo aveva conosciuto e riconosciuto Lo avrebbe accolto con gioia sperando nella liberazione promessa dai Profeti, ma anche consapevole che avrebbe trovato una gran moltitudine di persone che avrebbero inneggiato alla Sua condanna in Croce.

Ma non ne ebbe paura, perchè sapeva che il Suo sacrificio era necessario e voluto dal Suo Padre Celeste, al fine di dare a tutti coloro che avrebbero creduto in Lui ben altra Liberazione, cioè quella che affranca dal dominio di Satana.

Infatti, è scritto che “Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.” (Giovanni 3.16).

Approfondendo il passo in Filippesi, vediamo dunque un Cristo umiliato fino a morire come un malfattore qualunque, ma poi scopriamo che quella morte era necessaria, perchè solo attraverso quel Sacrificio supremo il “Figliuol dell’uomo” poteva essere innalzato e glorificato fino alla Glora del Trono di Dio, per essere Sacerdote e Re di tutti coloro che Lo avrebbero riconosciuto, accettato e servito.

Questa è la nostra Pasqua, allor quando noi che avremo accettato il Sacrificio di Gesù come unico atto che può salvare la nostra anima, ci saremo umiliati davanti a DIO, riconoscendone la infinita Potenza ma anche il Suo infinito Amore.

E sarà Egli stesso a innalzarci al Trono della Sua Gloria, esattamente così come ha già innalzato Gesù, per mezzo del quale anche noi potremo gridare con Potenza: “Abba, Padre!”

Concludo con questi due versi dalla Parola di Dio: E disse: «Abba, Padre, ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che tu vuoi». (Marco, 14:36) – Voi infatti non avete ricevuto uno spirito di schiavitù per cadere nuovamente nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione per il quale gridiamo: «Abba, Padre»(Romani, 8:15)

La Settimana “Santa” . Nota Evangelicaleultima modifica: 2012-04-08T15:04:00+02:00da admin
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